I maschi della Gen Z sono molto più tradizionalisti dei baby boomer – Archivio

Questo articolo è la copia-archivio di un articolo apparso su Corriere il 05.03.2026

I maschi della Gen Z sono molto più tradizionalisti dei baby boomer: per un terzo di loro «le mogli devono obbedire ai mariti»

di Alessandra Muglia
I risultati di una ricerca condotta da Ipsos in 29 Paesi, dall’America all’Australia (passando per l’Europa, Italia inclusa)

Sembra avere lo sguardo rivolto indietro la prima generazione nativa digitale: un terzo dei giovani della Gen Z ritiene che la moglie debba obbedire al marito e che sia l’uomo a dover avere l’ultima parola sulle decisioni importanti della famiglia. E questo non soltanto nei Paesi più retrogradi del mondo. I dati sono ricavati facendo la media tra 29 Paesi anche tra America ed Europa, Italia compresa: un quarto dei ragazzi – quelli nati tra il 1997 e il 2012 – pensa che le donne non dovrebbero apparire troppo indipendenti o autosufficienti, convinzione condivisa soltanto dal 12% dai loro padri baby boomer, nati tra il 1946 e il 1964.

Sono percentuali che fanno riflettere quelle emerse dalla ricerca internazionale (linkpermalink) condotta da Ipsos e dal Global Institute for Women’s Leadership presso il King’s College di Londra su un campione di 23mila giovani tra Indonesia, Tailandia, India, Cile, Messico, Argentina, Colombia, Perù, Malesia, Singapore, Sudafrica, Brasile, Corea del Sud, Turchia, Olanda, Ungheria, Belgio, Spagna, Germania, Italia, Svezia, Nuova Zelanda, Francia, Irlanda, Australia, Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Polonia, Giappone (i Paesi sono elencati a seconda della percentuale di risposte positive a questa affermazione: «Quando si tratta di parità di diritti nel mio Paese, le cose hanno superato il limite»). Dallo studio emerge che gli uomini della Gen Z hanno il doppio delle probabilità, rispetto ai baby boomer, di avere opinioni tradizionali su ruoli di genere. Stesso trend – anche se con percentuali decisamente inferiori – tra le donne: il 18% tra la Gen Z e il 6% delle baby boomer.

Anche gli atteggiamenti verso il sesso differiscono notevolmente tra le generazioni: il 21% dei ragazzi pensa che una «vera donna» non debba mai prendere l’iniziativa, rispetto a soltanto il 7% dei più maturi.
Un preoccupante ritorno a quella che può essere definita «mascolinità tradizionale» è suggerito dal numero di uomini della Gen Z (43%) intervistati che concordano sul fatto che «i giovani uomini dovrebbero cercare di essere fisicamente forti, anche se non sono naturalmente corpulenti». Se si sentono sotto pressione per conformarsi a rigidi stereotipi di genere, è molto probabile che nutrano aspettative simili nei confronti delle donne.

E così pure la convinzione che un uomo che sta a casa a curare i bambini sia meno uomo cresce man mano che diminuisce l’età: al 12% tra i babyboomer al 28% nei più giovani.

E questo malgrado la gen Z sia il gruppo più propenso a credere che le donne con una carriera di successo siano più attraenti per gli uomini: il 41% tra loro la pensa così.

«L’indagine di quest’anno ci mostra che stiamo assistendo forse a una grande rinegoziazione del modo in cui uomini e donne incarnano i ruoli di genere nella società odierna. Questa dualità di prospettive apre un dialogo vitale su come le norme di genere vengono rimodellate, evidenziando la complessa interazione tra modernità e tradizione e spingendoci ad approfondire i fattori culturali, sociali ed economici che influenzano queste convinzioni» osserva Kelly Beave , ad di Ipsos nel Regno Unito e in Irlanda.